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| Scritto da Mirna - 02-15-10 16:56 - 0 risposte |
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Cercare di calmare un bambino che strilla e non può dirti cosa non va può portarti a fare cose assurde… come chiamare la suocera per un consiglio. Aspetta! Metti giù il telefono e leggi queste tecniche calmanti che magari non hai mai provato. Una di queste deve funzionare! Se non funziona, saluta la suocera da parte nostra!:-)

Esci Vai in giardino o sul balcone per un cambio di scenario, o infila il bambino nel passeggino e fate un giro intorno all’isolato. L’aria fresca e la nuova vista lo distrarranno, e una passeggiata potrebbe cullarlo e farlo addirittura addormentare.
Prova un massaggio Un massaggio potrebbe essere perfetto per calmare il bambino selvaggio. Bastano solo dei movimenti delicati e un po’ di olio o lozione per bambini – niente fette di cetriolo, pietre calde o altri strumenti strani!
Dagli il ciuccio Se sei sicura che la sua pancia sia piena di latte ma chiede ancora di succhiare, prendi il suo ciuccio preferito e prova a infilarglielo in bocca pian piano. A volte coi neonati ci vuole un po’ di paziente incitamento. O usa il mignolo in sostituzione, ma ricordati prima di lavarti bene le mani.
Balzella in giro Cammina balzellando dolcemente da una gamba all’altra tenendo il bambino sulla spalla. O prendi una palla ginnica grande e siediti sopra col bambino in braccio, e fallo divertire. (Se il suo pianto non ti ha esasperato troppo, trattieni i muscoli dello stomaco così nel frattempo fai anche ginnastica!)
Salta in macchina Sai che di solito tuo figlio preferisce addormentarsi mentre siete in giro? Approfittane, e metti il bambino in macchina se è nel mezzo di una crisi di pianto.
Festa da ballo Metti un po’ di musica o la tua canzone preferita per quando sei di cattivo umore e balla col bambino in braccio. Il movimento e la musica lo distrarranno, ed è l’opportunità perfetta per allenarti a fare quei meravigliosi passi che hai visto in Ballando con le stelle. (hey! ma davvero guardi quella trasmissione? )
Fai andare l’aspirapolvere Nello sgabuzzino hai una macchina perfetta per il rumore. (E finalmente riuscirai a vedere il colore del tappeto sotto la polvere da quando sei a casa in maternità!)
Allontana il pianto Al tuo piccolo piace starti vicino, specialmente quando piange. Per dare un po’ di tregua alle braccia e cambiare la posizione del bambino, mettilo nel marsupio. Mentre ti sposti per la casa, il ricordo del grembo materno lo aiuterà a rilassarsi.
Vai in topless La marsupio terapia – non è solo per i marsupiali australiani o per i prematuri. Stare sdraiata col bambino sulla pancia nuda (o su quella del tuo compagno) per un contatto pelle contro pelle è un gran modo per entrare in contatto e calmare un bambino che piange.
Distrailo con una giostrina Metti il piccolo nella culla e accendi quella sgargiante giostrina o fagli vedere i movimenti zen di una scultura mobile naturale. Non hai nessun coniglietto o furgoncino che gli penzola dalla testa? Nessun problema. Puoi trasformare il ventilatore in una giostrina o farne una usando delle foto di famiglia.
Avvolgilo bene Fai come quelle fantastiche infermiere notturne (non ti mancano alle tre di notte?) e avvolgi il bambino. Se ti riesce difficile, compra una speciale coperta per avvolgerlo durante il tuo centesimo viaggio al negozio per bambini di questa settimana.
Risolvi i suoi problemi di “gas” Se pensi che il gas e i disturbi allo stomaco siano i responsabili delle crisi di pianto, dagli dell’acqua apposita o delle gocce di Mylicon.
Fai un bagno Essere un neonato è un lavoro difficile. Alla fine di una dura giornata, ripaga il tuo bambino nervoso facendogli un bagnetto rilassante. Anche se all’inizio protesta, verso la fine starà tubando anziché piangendo.
Mettilo giù e lascialo Se tutti i suggerimenti falliscono, il bambino potrebbe essere semplicemente troppo stanco o sovra stimolato e aver bisogno di un po’ di tempo da solo. (Suona familiare?) Mettilo al sicuro nella sua culla (se è un po’ calda la apprezzerà ancora di più) e vai in un’altra stanza per un po’ di respiro.
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| Scritto da eddy - 02-14-10 06:34 - 2 risposte |
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Comment by Mirna
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| Scritto da Mirna - 02-8-10 12:53 - 0 risposte |
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 Con il termine aborto spontaneo si fa riferimento all’interruzione prematura e non voluta della gravidanza entro il termine di 25 settimane più 5 giorni; nella maggior parte dei casi però l’aborto spontaneo si verifica nel terzo trimestre di gravidanza, ovvero nelle prime 12 settimane di gestazione, e interessa il 15-20% delle gravidanze.
In genere quando l’aborto si verifica nelle prime settimane di gravidanza, si assiste all’espulsione completa di ciò che i medici definiscono materiale abortivo, ovvero la placenta e l’embrione; è questo l’aborto spontaneo completo che può manifestarsi con emorragia e dolore al basso ventre. I sintomi però scompaiono in pochi giorni e la successiva visita ginecologica non evidenzia alcuna traccia di gravidanza, al punto che una donna che non sapesse ancora di aspettare un bambino potrebbe ritenere che il sanguinamento doloroso coincida con la comparsa delle mestruazioni.
In caso di aborto spontaneo incompleto invece il materiale abortivo viene espulso dall’utero della donna solo in parte, in questo caso quindi l’emorragia e i dolori dovuti alle contrazioni uterine persitono fino a quando il ginecologo non interviene per eliminare i residui della gravidanza attraverso il raschiamento o l’isterosuzione.
In alcuni casi però l’aborto può avvenire in maniera silente, il materiale abortivo cioè resta in utero e la donna non accusa alcun sintomo quale dolore e sanguinamento se non diversi giorni dopo l’arrestarsi della gravidanza; si parla in questo caso di aborto interno (o aborto ritenuto) del quale, in genere, gli unici segni sono rintracciabili nella scomparsa di alcuni sintomi associati alla gravidanza come nausea e tensione mammaria. In questi casi la scoperta dell’interruzione della gravidanza avviene durante il controllo ecografico di routine.
Purtroppo il più delle volte non è possibile stabilire le cause dell’aborto spontaneo, soprattutto quando si tratta di condizioni transitorie, quando cioè a causare l’aborto sono eventi che non è detto si ripetano nella stessa donna che il più delle volte in seguito riesce a portare tranquillamente a termine la gravidanza successiva.
Diverso è invece il caso in cui gli aborti spontanei sono ripetuti, quando cioè la donna va incontro a due o più interruzioni spontanee di gravidanza consecutive (si parla in questo caso di aborto spontaneo ricorrente o abituale); in questi casi infatti occorre effettuare tutti gli accertamenti medici necessari per stabilire le cause di aborto, che possono essere le più svariate:
cause genetiche e cromosomiche; cause immunologiche; cause materne quali patologie renali croniche, ipertensione arteriosa, diabete, patologie autoimmunitarie; anomalie dell’utero quali presenza di fibromi, utero setto e beanza cervicale, che possono causare aborti anche nel secondo trimestre di gravidanza. |
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| Scritto da Mirna - 02-8-10 10:52 - 0 risposte |
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500gr di farina 80gr di zucchero a velo 100gr di burro 1/2bicchiere di latte 3uova 80gr di uva sultanina 30gr di canditi 1scorza di un limone 30gr di lievito di birra 1/2cucchiaino di sale
Sciogliere il lievito in un po' di latte tiepido, impastarlo con un po' di farina e lasciarlo riposare in un luogo tiepido. Sciogliere il burro a bagnomaria e versarlo in una terrina insieme alla farina, alle uova e allo zucchero. Amalgamare bene e unire il lievito con un po' di latte, l'uva sultanina, i canditi e la scorza del limone grattugiata.La pasta dovrà risultare di consistenza media, ne' troppo molle ne' troppo dura. Versare in uno stampo da plun cake oppure formare delle palle, che spennellerete di uovo sbattuto e porrete su una placca da forno. Cuocere a calore moderato per un'ora circa. |
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| Scritto da Mirna - 02-8-10 10:50 - 0 risposte |
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Il pane al latte, soprattutto in forma di piccoli panini, si presta benissimo a tutte quelle occasioni in cui vogliamo preparare un’ottima merenda per una festa o un ritrovo di “piccoli affamati”.Manitoba =Farina di Grano Tenero rinforzata, cioè ottenuta da una selezione speciale di grani, che danno maggior forza di lievitazione agli impasti. Viene consigliata per tutte quelle ricette di prodotti lievitati, come per esempio pane, pan-brioche, lieviti in genere. La Manitoba ci arriva dal Canada originariamente, ma si trova ormai in quasi tutti i supermercati e anche in alcuni discount. Quello che è importante sottolineare qui, è che spesso in commercio si trovano delle farine chiamate “americana” o “autolievitante” o genericamente “manitoba” che però in realtà sono addizionate di acido citrico e di agenti lievitanti per indurre lo stesso effetto della vera Manitoba. Dunque leggete attentamente sulle confezioni il contenuto della busta prima di acquistare, soprattutto perchè il costo della Manitoba è parecchio superiore a quello della normale Farina per dolci.Biga =Così viene chiamato in gergo dei fornai, il primo impasto lievitante di un pane. E’ un piccolo panetto che si ottiene mescolando una piccola parte della farina totale con il lievito e l’acqua. Sarà lasciato a lievitare il tempo che occorre per far aumentare il suo volume e poi unito alla rimanente farina e a tutti gli altri ingredienti.
E’ importante sapere che la Manitoba, in fase di lievitazione sviluppa un altissima percentuale di glutine, superiore a quella della farina normale ed è dunque molto nociva per tutti coloro che sono intolleranti al glutine
tempo di preparazione 40 minuti+tempo di lievitazione variabile da 1 a 3 e più ore tempo di cottura 20 minuti varianti: si può aggiungere all’impasto del cioccolato in gocce, alla fine della lievitazione e prima di mettere in teglia, al posto dello zucchero bianco si può usare dello zucchero di canna e del miele, si possono aggiungere anche noci e uvette da inserire nell’impasto sempre alla fine della lievitazione
strumenti consigliati: impastatrice-forno tradizionale senza ventilazione 500 g di farina tipo 00 (oppure utilizzate metà peso di Farina 00 e metà peso di Manitoba)*
25 g di lievito di birra
0,8 dl di acqua
1,5 dl di latte
1 uovo (per spennellare la superficie)
60 g di burro ammorbidito (margarina o sostituire con 2 cucchiai abbondanti di olio di oliva)
25 g di zucchero
miele 1 cucchiaio
8 g di sale (un cucchiaino) Sciogliere 10 gr. di lievito di birra in poca acqua tiepida mescolata con 1 cucchiaino di zucchero. Sulla tavola o in una terrina mescolare 100 gr. di farina (o manitoba) con il lievito sciolto e lavorate fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio. Mettete il panetto in luogo tiepido coperto da un tovagliolo di cotone umido. Trascorsa circa 1 ora e comunque quando il panetto avrà raddoppiato le sue dimensioni, riprendetelo e lavoratelo un po’ con le mani(o nell’impastatrice) per circa 10 minuti. Aggiungete poi poco per volta la farina rimasta (400gr.), il latte nel quale avrete sciolto lo zucchero e il miele, il burro (margarina) e per ultimo il sale.>Lavorate molto bene l’impasto battendolo sul piano di lavoro.
Dovete ottenere un impasto non appiccicoso ma morbido.Mettete a lievitare in un posto tiepido all’interno di un contenitore coperto con della pellicola.Quando il composto avrà doppiato il volume riprendetelo, lavoratelo per qualche minuto e ricavatene 20 palline che lavorerete ognuna sul piano per renderle uniformi e lisce. Ponete ciascuna pallina ben distanziata su una teglia piatta, rivestita di carta da forno.Lasciate ancora a lievitare per circa 30 minuti.
Accendete il forno senza ventilazione e scaldate a 190/200°
Spennellate delicatamente i panini con l’uovo appena battuto e infornate per 20 minuti. Verificate la cottura con uno stuzzicadenti e coprite con pellicola di alluminio per evitare che si scuriscano troppo, in caso la cottura sia più lunga. |
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